

|
Il nostro viaggio e' iniziato nel traffico caotico all'uscita dell'aeroporto di Johannesburg: la guida dalla parte sbagliata della strada, l'auto nuova a cui abituarsi, la stanchezza del lungo volo insonne dall'Europa... Insomma non proprio facile come inizio. In piu' era mancato quell'attimo, quel segnale di inizio vacanza che e' la ventata di aria calda, spessa, umida che ti riempie i polmoni all'apertura del portellone dell'aereo quando arrivi in un paese tropicale. Non era caldo e questa era gia' una notizia. La prima meta era un Lions Park a nord della citta' dove avremmo potuto accarezzare i cuccioli di leone. Il Sud Africa e' pieno di parchi privati con animali, praticamente dei piccoli zoo sparsi su tutto il territorio. Alcuni, soprattutto nei pressi del Parco Kruger, sono anche molto grandi con gli animali liberi di muoversi. In questi parchi e' molto piu' facile entrare in contatto con leopardi, ghepardi, rinoceronti... i Ranger del parco sanno dove sono e quindi vi portano a colpo sicuro. Al Kruger, invece, ve li dovete cercare ed e' molto piu' difficile.
La strada ci ha portato poi fino a Nelspruit, una piccola citta', capitale dello Mpumalanga. La regione e' molto bella, piena di boschi e di vallate fertili ma per noi ha significato solo un buon letto dopo un viaggio lungo e la sensazione di essere finalmente in vacanza. Con questa emozione ci siamo diretti verso il Kruger, passando per le cascate di Sabie e lo splendido Blyde River Canyon e cominciando a notare ai bordi della strada i villaggi recintati fatti di capanne e costruzioni cilindriche in muratura che avevano un deciso sapore di Africa.
E poi il Kruger. Immenso, emozionante, selvaggio, brulicante, vivo. La natura nella sua essenza, nella sua crudelta', nel suo splendore. Fiumi infestati dai coccodrilli, branchi di elefanti ad abbeverarsi nelle pozze, ippopotami, giraffe, bufali.. e appena entrati due leoni, sul ciglio della strada, a ricordarci che in quel luogo sono loro a dettare legge. Il Kruger non e' solo un parco: e' un intero ecosistema e noi possiamo solo assistere e riflettere sul nostro habitat cosi' poco naturale. Un esperienza provata solo al parco Hwange in Zimbabwe ma decisamente amplificata dalle maggiori dimensioni del Kruger.
|
